STURMTRUPPEN
La Raccolten, volume 4




       

BONVI: dietro lo stile del cartoonist.

Lo stile di disegno di Bonvi è unico, inconfondibile,con i suoi uomini paffuti e buffi,con le mani spesso a penzoloni, la posizionericurva e le scarpe grosse. Ma anche con la sua cura nei chiaroscuri, nei retini,nel lettering e nella forma stessa delle nuvolette.

Uno stile che è un vero marchio difabbrica di un cartoonist riconosciuto come uno dei migliori europei. Ma Bonvi, prima di essere “il” Bonvi, disegnava già da ragazzo sui giornalini e sulle pareti della Città dei Ragazzi di Modena, con uno stile ancora alla ricerca di una propriapersonalità. Con il suo amico Francesco Guccini, conosciuto nel 1956, a quindici anni, condivideva la passione per la lettura di libri di fantascienza (le collane Galaxy eUrania) e di giornali a fumetti. In particolare, in più occasioni, hanno dichiarato entrambi di apprezzare molto l’arte di Carl Barks, il grande autore Disney, ideatore di Paperone.

Bonvi inoltre è probabilmente debitore dei fumetti comici di Jacovitti, pubblicati dapprima solo sul settimanale Il Vittorioso e poi anche sul Giorno dei Ragazzi. Ovviamente c’era anche l’influenza dei disegni a cartoni animati dei Caroselli che venivanorealizzati in quel di Modena, sia nella Vimder Film dove Bonvi lavorava, sia alla Paul Film.

Un altro riferimento sicuramentemolto importante, soprattutto per il suo primo stile, che ritroviamo in Superpip o in alcuni suoi racconti pubblicati su Off-side (e che entreranno a far parte della serie “Incubidi Provincia”), è Mad, la rivista umoristica statunitense ideata da Harvey Kurtzman e William Gaines nel 1952 per la casa editrice EC Comics. In quelle pagine ritroviamo uno spirito umoristico e dei disegni che sicuramentehanno ispirato Bonvi quando si affacciava alla professione del cartoonist, prima ancora di dedicarsi alle Sturmtruppen e raggiungere il suo stile personale. Molto probabilmente le riviste americane (Mad inItalia non veniva pubblicato) se le procurava quando andava in vacanza a Riccione, dove le edicole vendevano anche le pubblicazioni per i turisti. Altro probabile riferimento per il primo Bonvi fu Al Capp che veniva pubblicato in quegli anni su Linus.

Bonvi fece proprie in poco tempo tutte leinfluenze per arrivare, evolvendosi, al suo tratto “alla Bonvi”, da vero Maestro di unascuola di disegnatori umoristici che, direttamente o indirettamente, da lui discende.

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