INCUBI ALLA BOLOGNESE - focus on
la mostra durante Artefiera 40, 2016




       

La mostra è uno dei progetti speciali che il comune di Bologna dedica ai protagonisti della cultura contemporanea che hanno un legame con la città. Bonvi infatti, modenese di nascita, trovò in Bologna la città della maturità artistica e la ritrasse con il suo stile grottesco e originale in molte delle sue tavole. La stessa città in cui, tra l'altro, venne eletto consigliere comunale negli anni '80 e, in una fredda notte del dicembre 1995, morì investito da un'auto.

Per la prima volta saranno esposti in esclusiva alcuni dei più interessanti lavori che fanno parte dal vasto archivio lasciato dal fumettista. In particolare si potranno vedere allestite le tavole della serie "Incubi di provincia”, differenti storie paradossali percorse tutte da una vena surreale e pubblicate in tempi diversi dal 1968 in poi, e le successive “leggende urbane”, tra gli ultimi racconti realizzati dall'autore. Il protagonista di queste graphic novel è quasi sempre lui, Bonvi, o meglio la sua rappresentazione fumettistica, che lo vede biondo e aitante giovanotto alle prese con improbabili avventure ambientate in una città notturna, in cui non si fatica a riconoscere la “sua” Bologna, con i portici, e le notti bolognesi cantate tante volte dall’amico Francesco Guccini.

IL PERCORSO:

Diverse storie degli “Incubi di provincia”, pubblicate inizialmente sul periodico“under-ground” Off-Side, sono il fulcro principale della mostra, attraverso cui sipuò ammirare e scoprire un artista molto diverso e sperimentale rispetto a quello“seriale”, più noto al vasto pubblico, del celebre esercito delle Sturmtruppen, la satira antimilitarista più famosa nel mondo.

Con una scrittura, tagli di vignette ed un ritmo che anticipano le moderne graphicnovel, partendo da “Incubo” con i suoi castrapuzi sbrindolati, passando per “Andiamo all’Havana” (storia di un dirottamento di un tram, da un’idea di Francesco Guccini), si arriva a capolavori come la “Seezza della quasità” o “Ilcampo di Liebowitz“, dove è ritratto uno scienziato pazzo il cui volto si ispira volutamente a Umberto Eco.

A volte Bonvi, per la realizzazione di questi racconti sperimentali, si avvalse diimportanti collaborazioni come per "L'ora dello schizoide", che vede un contributonale di Magnus (il grande Roberto Raviola). Proprio questa storia, dove l’autoreviene sopraffatto dalle sue creature fumettistiche, permetterà di aprire una parentesisu altri personaggi della vasta produzione bonviana, come le Sturmtruppen. A fasi alterne negli anni Bonvi riprese a scrivere gli "Incubi di provincia".

Le ultimestorie da lui realizzate e che vennero pubblicate postume nel 1996 su Comix,pochi mesi dopo la sua scomparsa, furono alcune “Leggende urbane”, una serie di racconti che riprendono lo spirito dei primi incubi di provincia. In esposizione anche alcune tavole inedite di questa ultima produzione, tra cui una storia ambientataproprio in centro a Bologna durante la seconda guerra mondiale.

IL PROGETTO:

L’allestimento è stato disegnato con l'intento di unire design ed innovazione, attraverso un percorso speculare che reinterpreta la città notturna, nelle sue forme e colori.

Materiali innovativi ed eco-friendly come, pannelli sagomati in un robusto cartonealveolare Nidoboard, attraverso incastri, senza l'uso di colle o viti, creano un percorsocapace di valorizzare i disegni originali di Bonvi. Il progetto architettonico, segue concettualmente lo stile delle opere esposte: i forticontrasti del chiaroscuro e delle chine di Bonvi ritrovano nel design una doppia valenza a livello formale e volumetrico del percorso che diventa da pannello bidimensionale a volume tridimensionale.

Il design è pensato infatti non solo per uno scopo strettamente funzionale, attraverso l’incastro di tre pannelli, ma anche per divenire il filo conduttore di tutto il tema dell’intero allestimento: la città. Le pareti esterne della mostra sono caratterizzate da ingrandimenti d’impatto per far risaltare i particolari delle città nei disegni dell’autore, mentre il percorso sulle pareti interne permetterà di ammirare da vicino le tavole originali di un’artista internazionale come Bonvi, premiato nel 1973 a Bruxelles con il “Prix S. Michel ”come miglior cartoonist europeo. Al centro del percorso sono poste alcune bacheche con foto, pubblicazioni,oggetti e documenti che ricordano il rapporto di Bonvi con Bologna e il suo impegno politico.

Informazioni


28 Gennaio 2016



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